IRIDOLOGIA


Un codice per interpretare il nostro stato psicofisico: questo rappresenta l’iride per gli esperti di salute naturale. Da oltre duecento anni gli studiosi di iridologia hanno scoperto che macchie, colori e altri segni dell’iride (caratteristici, come le impronte digitali, di ognuno di noi) evidenziano i punti di forza e di debolezza individuali.

L’iride costituisce infatti una sorta di carta topografica che riproduce, nel suo piccolo, anatomia e funzioni di tutto il corpo, un mini-archivio in cui è registrato il benessere dell’organismo. Pigmentazioni, striature, rilievi, fenditure, anelli di vario colore possono indicare, anche in rapporto ai settori dell’iride in cui sono localizzati, la fragilità di determinati organi e apparati, la predisposizione a certi disturbi, le risorse vitali possedute, l’età biologica, le carenze minerali e le necessità nutrizionali primarie del corpo, l’entità dei sovraccarichi tossinici e la capacità dell’organismo di eliminarli, gli aspetti caratteriali e gli scompensi emotivi. In definitiva, tutti quei tratti orientati allo squilibrio che potrebbero prima o poi emergere nell’evento malattia, qualora intervenissero o non venissero corrette determinate variabili (errata alimentazione, stile di vita sregolato, autointossicazione, stress, ecc.).

Non si può invece scorgere nell’iride la presenza di malattie specifiche, gli interventi chirurgici sostenuti, la necessità o meno di un’operazione, le gravidanze passate o in corso: l’iridologia infatti non è un metodo di diagnosi e non sostituisce gli esami radiologici o di laboratorio utilizzati dalla medicina.


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