mercoledì 23 agosto 2017

Naturopatia e medicina

Naturopatia e medicina

D. Ho bisogno di un medico. Posso rivolgermi indifferentemente anche a un naturopata?
R. No. Il naturopata non è un sostituto del medico e nemmeno un medico alternativo e le attività che svolge non hanno carattere di prestazioni sanitarie. Chi ritiene di aver bisogno di un medico è a questa figura che deve rivolgersi.

D. In cosa sono diversi naturopata e medico?
R. Anche se possono collaborare e lavorare in sinergia, naturopata e medico hanno ognuno la propria autonomia e uno specifico campo d’azione. Mentre il medico ha il compito esclusivo di diagnosticare le malattie, il naturopata non effettua diagnosi, bensì analisi costituzionali, consistenti soprattutto nella valutazione del terreno, ossia nella disamina delle predisposizioni della persona e delle sue capacità di recupero e di riequilibrio. Attraverso metodi e tecniche peculiari (colloquio naturopatico, test alimentari, riflessologia, iridologia ecc.), il naturopata dà una lettura globale del corpo fisico, psichico ed emozionale, approfondendo anche il contesto ambientale in cui l’individuo vive, i suoi rapporti con se stesso e con gli altri, le sue emozioni, attitudini, paure, esperienze. Se inoltre il medico ha il compito di curare, il naturopata cerca invece di individuare le cause reali all’origine degli squilibri (causalismo), stimando quei fattori di debolezza e di rischio costituzionale diversi da persona a persona. Solo a questo punto, il naturopata stimola, con metodi naturali (integratori, nutrizione, piante, tecniche corporee ecc.), le capacità di autoguarigione dell’individuo, aiutando l’organismo a ritrovare gli strumenti per liberarsi dal malessere e per vivere in salute e armonia. I prodotti e le tecniche naturali ed energetiche che i naturopati utilizzano non sono quindi mai adoperati per curare malattie - atto di competenza esclusiva del medico -, bensì con finalità di riequilibrio energetico-fisiologico della persona e di ripristino della funzionalità del sistema corpo-mente. Naturalmente il naturopata indirizza il soggetto al medico per gli opportuni approfondimenti diagnostici o terapeutici, quando si trovi di fronte a situazioni non di sua competenza o in quei casi in cui le potenzialità di autoguarigione del corpo non siano sufficienti.

D. Quindi, tra medicina e naturopatia, esiste una differenza sia di approccio che di obiettivi?
R. Esattamente. Già nel 1948 l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha dichiarato che la salute è qualcosa di più dell’assenza di malattia: è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale. Ciò è particolarmente vero per la naturopatia, ben più interessata alla persona che alla malattia. Il fulcro della naturopatia è infatti la salutogenesi e non la patogenesi: fondamentale è favorire la salute, piuttosto che contrastare la malattia (campo precipuo della medicina). Secondo questo orientamento, l’attenzione si sposta dalla cura delle patologie alla ricerca delle ragioni della salute, le modalità con cui essa si crea e come può essere rafforzata. Perché la salute è lo stato normale in cui vive e può vivere l’uomo. L’ottica della promozione della salute è per la naturopatia quella mediante cui le persone imparano a farsi carico del proprio benessere. E’ una prospettiva in cui, per star bene, sono determinanti il comportamento, le abitudini personali e lo stile di vita dell’individuo, che diventa l’artefice della propria salute e non mero soggetto passivo. Dal punto di vista naturopatico, non patogenetico, non è quindi tanto importante conoscere il nome del virus che ci provoca quel fastidioso raffreddore o quale farmaco dobbiamo impiegare per curarlo. Assume invece la massima rilevanza scoprire perché il raffreddore abbia colpito proprio noi e non invece le persone che ci vivono vicino, esposte come noi alla stessa infezione.

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